|
Trachiti e ignimbriti.Ad eccezione dei depositi alluvionali recenti,
formati da calcari organogeni e calcareniti, di andesiti, basalti e prodotti
di attività vulcanica sottomarina, tutti i terreni presenti nella
zona di Ittiri appartengono al grande complesso vulcanico del Miocene, definito
come "serie ignimbritica inferiore", di cui si conosce qualche
traccia nel Sud-Est dell'isola (regione di Sant'Antioco ed Inglesiente).
Si tratta di un accatastamento molto spesso, (più di 500 metri)
di banchi vulcanici di potenza molto variabile, più o meno induriti.
Antichi autori facevano una distinzione tra i banchi teneri, detti pomici,
di colore generalmente chiaro, e i banchi duri, detti trachiti, di colore
da rosato a rosso o bruno. Studi recenti hanno dimostrato che tutte queste
rocce hanno un'origine comune. Si tratta di ignimbriti, ovvero di prodotti
depositati da fenomeni vulcanici brutali del tipo nube ardente. Le differenze
di coesione dei vari banchi sono dovute ad una saldatura più o meno
spinta degli elementi mineralogici che compongono la roccia, saldatura
la cui intensità è regolata delle condizioni di messa in
posto della lava (temperatura iniziale, velocità di spandimento,
natura e stato del substrato, etc.).
Le trachiti e le ignimbriti, presenti nell'area di Ittiri, sono generalmente di colore
grigio, ma possono essere rosse, rosate, a volte biancastre e a grana fine.
Mineralogicamente si compongono di ortoclasio, poco quarzo (meno del 10%),
con piccole quantità di minerali scuri, come egirina, augite, biotite. |